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pubblicato: giovedì, 2 gennaio, 2014

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Matteo Renzi scrive ai partiti: “Basta alibi, ecco le mie proposte”

Renzi e la vocazione maggioritaria 'nascosta'

Matteo Renzi scrive ai partiti: “Basta alibi. Ecco le mie proposte”.

Matteo Renzi lo aveva pre annunciato: “Agli inizi di gennaio presenterò le mie proposte di riforme ai partiti”. Detto, fatto. Nella sua e-news il segretario del Pd pubblica la lettera inviata ai partiti nella quale vengono elencati punto per punto le principali norme da attuare. Tra queste la legge elettorale. Il sindaco di Firenze presenta tre modelli di riforma: quelli della legge elettorale spagnola; della legge Mattarella rivisitata; e del doppio turno di coalizione dei sindaci. Spazio anche ai diritti Civili con “modifiche alla Bossi-Fini, legge sulla cooperazione internazionale, provvedimenti per le famiglie e una disciplina più efficace delle adozioni e unioni civili per persone dello stesso sesso”. E infine il job act. “La direzione del Pd sarà convocata per il 16 gennaio. In quella sede mostreremo anche come vogliamo procedere per il Jobs Act che è un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi”. Ai partiti Renzi rivolge un accorato appello “Non ci sono più alibi. Da noi i cittadini oggi esigono rapidità di decisione e chiarezza delle posizioni. Oggi, primo giorno lavorativo del 2014, dobbiamo dimostrare di aver chiaro che non possiamo perdere neanche un secondo”.

 

Di seguito il testo integrale

 

« Sulla politica nazionale, penso che sia inutile aspettare le stanche liturgie di sempre, i tavoli, le riunioni di coalizione. Credo sia maturo il tempo di lanciare in modo chiaro e trasparente le nostre proposte perché le altre forze politiche ci dicano la loro. Qualcuno mi ha detto “Scusa Matteo, ti abbiamo votato l’8 dicembre e non hai ancora abolito il Senato e nemmeno hai cambiato la legge elettorale”. Hanno ragione loro. Perché il mandato delle primarie dell’8 dicembre è fortissimo e non accetta compromessi: subito una legge elettorale seria, riforma della politica con tagli per un miliardo di euro, provvedimenti immediati sul lavoro perché torni un briciolo di speranza nel futuro dell’Italia. Bene, allora tiriamo giù le carte. Mi hanno detto: “Matteo almeno aspetta il ponte. Fino all’Epifania stai fermo”. Non scherziamo! Sono vent’anni che la classe politica sta facendo il ponte. Partiamo dai.

Ho scritto oggi a tutti i leaders degli altri partiti. Per fare le riforme il PD è decisivo, senza il PD non si fanno. Ma il PD da solo non basta. Le riforme non si realizzano da soli, come la moda di oggi di farsi da soli le foto con il telefonino: la riforma selfie non esiste. E meglio così, perché le regole si scrivono insieme. Quando si fanno le riforme si chiamano tutti gli altri partiti. Poi se uno non ci vuol stare, lo dice. Ma senza troppi giri di parole. E lo dice davanti all’opinione pubblica. Nella lettera – che vi allego in anteprima, fedele al rapporto particolare che ci lega ormai da 380 enews – propongo tre possibili soluzioni alle altre forze politiche sulla legge elettorale. Togliamo gli alibi agli altri: sono tre soluzioni molto diverse l’una dall’altra ma tutte e tre con la fondamentale caratteristica di rispettare il mandato delle primarie dell’8 dicembre che costituisce il riferimento fondamentale mio e del PD. Doppio turno come i sindaci, modello spagnolo con premio di maggioranza e circoscrizioni piccole, rivisitazione della legge Mattarella con premio di maggioranza al posto del recupero proporzionale. Vediamo gli altri se ci stanno o vogliono solo perdere tempo, noi su una delle tre siamo pronti a chiudere. Perché tutte e tre garantiscono governabilità. Alternanza. Chiarezza. Sono tutte comprensibili da chiunque. Sono chiare e restituiscono fiducia nella politica. La settimana prossima il PD sarà a totale disposizione dei singoli partiti per incontri bilaterali che aiutino a precisare, approfondire, modificare la proposta migliore. Poi, la settimana che inizia il 14 gennaio la Commissione Affari Costituzionali della Camera entra nel vivo. E per regolamento ha pochissimo tempo per decidere. Dunque, se vogliamo fare le cose sul serio, eccoci. In quindici giorni la politica può recuperare la faccia che ha perso in questi anni. In questi giorni ho fatto una chiacchierata con Federico Geremicca (su La Stampa del 29 dicembre) e una con Stefano Feltri su Il Fatto Quotidiano di oggi.

Ho chiesto al Presidente dei Senatori del PD, Luigi Zanda, di incontrare i senatori il prossimo 14 gennaio così ci parliamo in faccia, senza troppi giri di parole, circa la necessaria trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie e quindi la cancellazione di incarichi elettivi e retribuiti in Senato. E la Direzione del PD sarà convocata per il 16 gennaio. In quella sede mostreremo anche come vogliamo procedere per il Jobs Act che è un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi. Votandomi, mi avete chiesto di dare una bella spinta, accelerata, alla politica italiana. Ci provo. Se mi date una mano, anche semplicemente dicendomi cosa ne pensate, mi fate felice. L’email come sempre è matteo@matteorenzi.it. Pensierino della Sera. Ieri ha preso servizio il nuovo sindaco di New York City, Bill De Blasio. Premessa: io credo che Bloomberg sia stato un grande sindaco e negarlo sinceramente richiede un atto di coraggio. De Blasio ha dalla sua una straordinaria spinta ideale e passionale. Ieri ha detto una frase che mi è piaciuta molto: Non vogliamo punire il successo, ma creare più storie di successo. Per me questa definizione è fantastica. Perché dice della differenza tra una sinistra rancorosa e perdente e una sinistra delle pari opportunità e del merito. Good Luck, Mister Mayor! Il mio migliore augurio per un 2014 entusiasmante».

Questa è la lettera che ho inviato ai partiti:

Gentilissimi, nei giorni scorsi quasi tre milioni di italiani mi hanno affidato l’incarico di guidare il Partito Democratico attraverso le primarie. Si tratta di una responsabilità molto bella che cercherò di adempiere con il massimo della dedizione, del coraggio, della fantasia. Non credo di esagerare quando dico che il voto delle primarie è un messaggio per tutta la classe dirigente, non solo per noi. Il 2013 che si è appena chiuso è stato un anno terribile per la politica. Il passaggio elettorale non ha prodotto un vincitore certo, la coalizione di maggioranza si è assottigliata prima di procedere a riforme significative, forte è il clima di disgusto dei cittadini nei confronti dei loro rappresentanti. Le primarie hanno impegnato il mio partito, il PD, primo partito nel voto del 2013 e in termini di rappresentanza parlamentare a prendere l’iniziativa, in modo rapido e chiaro. E credo giusto farlo senza tattiche e secondi fini. Da noi i cittadini oggi esigono rapidità d decisione e chiarezza delle posizioni. Oggi, primo giorno lavorativo del 2014, dobbiamo dimostrare di aver chiaro che non possiamo perdere neanche un secondo. Il mio Partito chiede alle forze politiche che siedono in Parlamento, a tutte e ciascuna, di uscire dalla tattica e provare a chiudere un accordo serio, istituzionale, su tre punti. 1) Una legge elettorale che sia maggioritaria, che garantisca la stabilità e l’alternanza, che eviti il rischio di nuove larghe intese. 2) Una riforma del bicameralismo con la trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie Locali e la cancellazione di ogni indennità per i senatori che non vengono più eletti ma diventano tali sulla base dei loro ruoli nei Comuni e nelle Regioni. 3) Una riforma del titolo V che semplifichi il quadro costituzionale e istituzionale, che restituisca allo Stato alcune competenze oggi in mano alle Regioni (per esempio l’energia) e che riduca il numero e le indennità dei consiglieri regionali al livello di quello che guadagna il sindaco della città capoluogo. Per essere ancora più stringenti e rispettare la tempistica che ci viene dal Regolamento della Camera, dove la Commissione Affari Costituzionali sta esaminando la legge elettorale, il PD fa un ulteriore passo in avanti. Pur consapevoli del ruolo di partito di maggioranza relativa, rinunciamo a formulare la nostra proposta ma offriamo diversi modelli alle forze politiche che siedono insieme a noi in Parlamento, convinti come siamo che ciascuna di queste tre proposte rispecchi il mandato assegnatoci dagli elettori delle primarie. Pur essendo il primo partito non imponiamo le nostre idee, ma siamo pronti a chiudere su un modello tra quelli qui sommariamente esposti. I. Riforma sul modello della legge elettorale spagnola. Divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi). Ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Soglia di sbarramento al 5% II. Riforma sul modello della legge Mattarella rivisitata. 475 collegi uninominali e assegnazione del 25% dei collegi restanti attraverso l’attribuzione di un premio di maggioranza del 15% e di un diritto di tribuna pari al 10% del totale dei collegi III. Riforma sul modello del doppio turno di coalizione dei sindaci. Chi vince prende il 60% dei seggi e i restanti sono divisi proporzionalmente tra i perdenti. Possibile sia un sistema con liste corte bloccate, con preferenze, o con collegi. Soglia di sbarramento al 5% Il PD è pronto a recepire suggerimenti, stimoli, critiche su ciascuna di queste tre proposte. Ma chiediamo certezza dei tempi e trasparenza nel percorso: la politica non può più fare passi falsi. Nella prossima settimana sarà nostra cura chiedere appuntamenti bilaterali a chi di voi sarà disponibile a incontrarsi. L’obiettivo sarà capire in modo semplice e trasparente se esiste la possibilità di chiudere rapidamente un accordo istituzionale. Non servono molti giri di parole: volendo, in qualche ora si chiude tutto. Volendo, però. E il PD dimostra di volerlo nel momento in cui non si attesta su una sola posizione secca, prendere o lasciare, che sarebbe irrispettosa delle altre forze politiche, ma apre a più possibilità chiedendo solo di non perdere neanche un minuto. Vi auguro un 2014 migliore del 2013. Per voi, per le vostre famiglie, certo. Ma anche per il nostro Paese. Nel rispetto dei diversi ruoli, abbiamo una straordinaria responsabilità: un accordo alla luce del sole, il più rapido e vasto possibile, sulla legge elettorale sarebbe un segnale semplice ma chiaro che iniziamo l’anno nel migliore dei modi. Perché prima dei destini personali e dei rispettivi partiti, viene l’Italia e vengono gli Italiani. Il PD è pronto ad accettare la sfida.
Un saluto cordiale
Matteo Renzi


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41 comments
Elisabetta Betty Bassani
Elisabetta Betty Bassani

scrivono pagliaccio e insulti vari quando non hanno motivi reali per controbattere sui contenuti . Vai avanti così :-)

Angelina Di Gregorio
Angelina Di Gregorio

Infatti nessuna riforma è stata possibile con il bicameralismo perfetto. Laddove c'è una Camera che legifera, le lobbies dettano leggi? Finora non l'hanno fatto anche in Italia? Voglio un Parlamento che funzioni e non bivacchi! Ho fiducia in Matteo!

Salvatore Salvio
Salvatore Salvio

sei un cantastorie , come te ne abbiamo conosciuti tanti. togli la pensione al tuo amico Veltroni e mandalo a lavorare, dopo ne parliamo...............

Luigi Vigji
Luigi Vigji

chi ha votato questo individuo? renzi è andato ad arcore dall'evasore fiscale ad imparare l'arte della P2. renzi,vattene fuori dalle palle!

Andrea Caregaro
Andrea Caregaro

Mi spiace non conosco a fondo il progetto della P2. Semplicemente il bicameralismo così com'è, oltre ad essere un utile strumento di controllo, non consente di legiferare nei tempi che richiedono i nostri tempi. Sul discorso delle regioni è una tua teoria che posso anche condividere (vedi quello che ha fatto la lega "a casa sua"): bisogna prendere atto però che il nostro è uno stato che a livello culturale e territoriale ha molte differenze e forse l'ambito regionale è quello che meglio le rappresenta. Ciao.

George Ross
George Ross

Che dice il movimento 5 stelle dopo il bello discorso di fine anno!........Delle tre proposte di Renzi!!!! Come facciamo noi popolino ha sapere come la pensano in merito??? Oppure hanno una contro proposta da presentare ? La gente caro Grillo vuole sapere prima di seguirti ...A busta chiusa non diamo piu' fiducia a nessuno!!!!

Oscar Barbi
Oscar Barbi

Quelli insultano perche' non hanno argomenti...sono degli idioti

Alan Ford
Alan Ford

si, verissimo, infatti il programma che i grullini rifiutano è: Il parlamento istituzione centrale e caratterizzante della prima Repubblica, viene drasticamente ridimensionato nel numero dei parlamentari e in importanza e poteri, nonché completamente stravolto nelle funzioni: sparisce il "bicameralismo perfetto" (due camere con uguali poteri, doppia approvazione delle leggi), che garantiva in una certa misura la legiferazione dall'invadenza delle lobby e dai soprusi della maggioranza. Nasce il Senato federale, espressione diretta degli interessi e degli egoismi delle borghesie regionali. La politica del governo ha la precedenza su tutti i provvedimenti in discussione in parlamento... Il grillo parlante si chiama gelli. Questo che hai letto è uno stralcio del programma della P2. Quanti grilli o grulli ci sono in italia, sempre pronti a farsi infinocchiare?

Alan Ford
Alan Ford

Giusto, avanti col progetto del senato federale. Solo che sembra copiaincollato dal progetto della P2 di gelli: Il parlamento istituzione centrale e caratterizzante della prima Repubblica, viene drasticamente ridimensionato nel numero dei parlamentari e in importanza e poteri, nonché completamente stravolto nelle funzioni: sparisce il "bicameralismo perfetto" (due camere con uguali poteri, doppia approvazione delle leggi), che garantiva in una certa misura la legiferazione dall'invadenza delle lobby e dai soprusi della maggioranza. Nasce il Senato federale, espressione diretta degli interessi e degli egoismi delle borghesie regionali. La politica del governo ha la precedenza su tutti i provvedimenti in discussione in parlamento.... Al lavoro, dunque, il noto piduista berlusca ha già approvato pubblicamente, il guru gelli lo ha fatto dietro le quinte.

Alan Ford
Alan Ford

esatto, bravo, questo progetto sul senato, che i grullini non vogliono ascoltare è frutto suo: Il parlamento istituzione centrale e caratterizzante della prima Repubblica, viene drasticamente ridimensionato nel numero dei parlamentari e in importanza e poteri, nonché completamente cambiato nelle funzioni: sparisce il "bicameralismo perfetto" (due camere con uguali poteri, doppia approvazione delle leggi), che garantiva in una certa misura la legiferazione dall'invadenza delle lobby e dai soprusi della maggioranza. Nasce il Senato federale, espressione diretta degli interessi e degli egoismi delle borghesie regionali. La politica del governo ha la precedenza su tutti i provvedimenti in discussione in parlamento. Tutto bellissimo, ma... siamo sicuri che il progetto sia tutto di Renzi? Io penso di no. Questo è uno stralcio del programma della Loggia P2 di gelli. Complimenti. Come guru poteva sceglierne uno migliore.

Alan Ford
Alan Ford

non è una impresa facile Il parlamento istituzione centrale e caratterizzante della prima Repubblica, viene drasticamente ridimensionato nel numero dei parlamentari e in importanza e poteri, nonché completamente stravolto nelle funzioni: sparisce il "bicameralismo perfetto" (due camere con uguali poteri, doppia approvazione delle leggi), che garantiva in una certa misura la legiferazione dall'invadenza delle lobby e dai soprusi della maggioranza. Nasce il Senato federale, espressione diretta degli interessi e degli egoismi delle borghesie regionali. La politica del governo ha la precedenza su tutti i provvedimenti in discussione in parlamento. Questa la proposta di Renzi. Ma guarda il caso: questo è per la precisione il progetto della loggia P2 di gelli. Sorpreso?

Alan Ford
Alan Ford

perché questa sembra proprio la DC in brutta copia.

Alan Ford
Alan Ford

esatto, comincia a restituire subito il malloppo di 49 milioni che il tuo partito ha appena incassato. Poi non cadere nel trabocchetto delle proposte piduiste che fa filtrare il nano di arcore quale quella del senato federale, tanto caro a gelli.

Alan Ford
Alan Ford

restituisci il malloppo e risparmiaci le proposte federal piduiste che piacciono tanto al tuo amico piduista Berlusca (che l'ha subito approvato)

Angelina Di Gregorio
Angelina Di Gregorio

Avanti così! Chi lo insulta, si rimbocchi le maniche e si metta al lavoro!

Giulio Giliberti
Giulio Giliberti

Apprezzo la sua determinazione. Finora qui si blatera soltanto e troppi galli a cantare non schiara mai giorno.

Salvatore Caputo
Salvatore Caputo

Almeno non sbraita come un buffone ... con le battute scritte da un guru con gli occhiali dietro le quinte

Michelangelo Turrini
Michelangelo Turrini

questo bimbominchia ha rotto le palle. Spocchioso e cialtrone, il nuovo teleimbonitore della politica italiana. Ma va a fanculo va!

Alviano Genna
Alviano Genna

Scusa Renzo ma le proposte sono le tue o del P.D. di cui credo tu sia il segretario?

Vito Martinelli
Vito Martinelli

Con questi arriverà fine d'anno che non hanno combinato una mazza!!!!!

Gigi Grieco
Gigi Grieco

L.A.V.O.R.O voglio proprio vedere su questo tema cosa è capace di fare

Alba Nese
Alba Nese

vai matteo dimostraci che si puo fare.. io voterò x te !!

Alessandro Drago
Alessandro Drago

Forza Matteo, mostra che si può fare qualcosa di concreto e di utile e forse non leggeremo più commenti fatti solo di insulti come quelli postati finora.

Andrea Mariuzzo
Andrea Mariuzzo

per quanto stimi renzi, devo ammettere che si tratta di proposte una peggio dell'altra. capisco che serva avere un consenso piuttosto ampio sulla questione, ma non si può partire con questi ibridi che complicano l'attribuzione dei seggi snaturando il rapporto tra espressione del voto e composizione parlamentare. occorre rinunciare, almeno in prima battuta, non solo al proporzionale, ma anche allo scrutinio di lista e ai premi di maggioranza, e riproporre il doppio turno basandolo sui singoli collegi uninominali.

Fulvio Pollone
Fulvio Pollone

Senza andare a votare comandano loro fanno e disfanno tutto loro sono lì perché li ha messi il loro compagno comunista di vecchia data ma cosa pensa di risolvere i problemi ma va va non riescono a lavare i piatti a casa loro...

Antonio Gemma
Antonio Gemma

Ci vorrebbe una vera e propria RIFONDAZIONE DEL CENTROSINISTRA....Ci devi provare...