04/06/2018

Sondaggi elettorali Bidimedia: Lega sempre più in alto. Giù M5S

autore: Alessandro Faggiano
Sondaggi elettorali 4 giugno 2

Sondaggi elettorali Bidimedia: Lega sempre più in alto. Giù M5S

L’ultimo sondaggio elettorale di BiDiMedia – pubblicato a circa un mese dall’ultima rilevazione – mostra l’auge della Lega, gran vincitore della fase post-elettorale e capace di “cannibalizzare” i propri alleati di coalizione, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il primo partito del Paese – il Movimento 5 Stelle – rimane saldamente al di sopra del 30%, ma perde colpi. Probabilmente, ciò si deve alla maggior esposizione di Di Maio per formare il governo e agli attacchi incrociati subiti dalle altre formazioni politiche.

Sondaggi elettorali Bidimedia: M5S in calo di 2 punti. La Lega fa +4

Impressiona il travolgente avanzamento della Lega di Matteo Salvini. Dal 7 maggio al 3 giugno, le quotazioni del carroccio aumentano del 3,9%: un incremento senza eguali, legato sia alla narrazione vincente, sia alla congiuntura favorevole. Salvini ha vinto la partita con Di Maio come leader più rispettabile e rispettato dagli italiani – stando a quasi tutte le rilevazioni sulla fiducia nei leader – ed entra in scia dei pentastellati. La Lega tocca quota 24,7: risultato impensabile fino a pochi mesi fa. Il Movimento 5 Stelle perde un paio di punti – dal 34,4 al 32,4% – ma dimostra di reggere bene il colpo dell’estenuante trattativa per la formazione dell’esecutivo.

Sondaggi elettorali 4 giugno: crolla Forza Italia

Se la Lega tira la coalizione, il partito del cavaliere (da un lato) e della Meloni (dall’altro) perdono colpi. Forza Italia scende al di sotto del 10%, fermandosi a due decimi dalla doppia cifra e mostrando una flessione di 1,8 punti. Sorte simile per Fratelli d’Italia, che perde 1 punto in 1 mese (dal 4,6 al 3,6%). Stabile Noi con l’Italia, all’1,1 e in flessione di un decimo di punto: variazione statisticamente irrilevante.

Nessuna variazione sensibile per le altre forze politiche ultraconservatrici: la coalizione di Forza Nuova è ferma allo 0,4%; CasaPound Italia allo 0,7%: stessa percentuale del Popolo della Famiglia di Adinolfi.

Sondaggi elettorali 4 giugno: timidi segnali di ripresa per il PD. LeU fuori dal Parlamento

Situazione a dir poco complicata per sinistra e centrosinistra. Il PD, senza una guida politica e una strategia ancora da definire, cresce – forse in maniera sorprendente – di un punto, passando dal 17,1 al 18,1%. Gli alleati di coalizione (Civica Popolare di Lorenzin, Insieme e +Europa) rimangono al palo. La Lorenzin ottiene appena lo 0,3, mentre l’unione di alcune storiche sigle del socialismo sotto la bandiera di “Insieme”, raccimola solo mezzo punto. Anche +Europa di Bonino perde terreno, passando dal 2% a 1,8%. Il partito regionalista SVP si mantiene stabile – come sempre – allo 0,4%.

Se il centrosinistra vive un momento complicato, per la sinistra è un vero e proprio incubo: sia Liberi e Uguali (-0,1%) che Potere al Popolo (-0,2%) rimarrebbero fuori dal Parlamento. Troppo poco il 2,3% di LeU e l’1,6% di PaP. Cresce di un decimale il PC, arrivando allo 0,4%.

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Sondaggi elettorali 4 giugno: Campania e Sicilia, fortini pentastellati. In Lombardia e Veneto c’è solo il centrodestra

Infine, per quanto riguarda la distribuzione del voto per Regioni, si riconferma la spaccatura tra Nord e Sud. Nel Meridione, il M5S fa incetta di voti, in particolare in Campania (48,9%) e in Sicilia (48,4%). Dall’altro lato, la coalizione di centrodestra – con la Lega in prima linea – domina in tutto il Settentrione. Spiccano, tra queste, Lombardia e Veneto, in cui 1 elettore su 2 opta per il centrodestra.

L’unica Regione in cui c’è ancora una supremazia per il centrosinistra, con il 41,6% delle preferenze, è il Trentino-Alto Adige.

Nota metodologica: Sondaggio basato su 976 interviste CAWI, effettuate dal 23 al 28 Maggio 2018.

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Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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