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pubblicato: mercoledì, 24 settembre, 2014

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Sondaggio Ipr per Tg3: maggioranza degli italiani cambierebbe lo Statuto dei Lavoratori

ipr 23 settembre revisione statuto lavoratori maggioranza degli italiani vorrebbe modificare lo Statuto dei Lavoratori

Sondaggio Ipr per Tg3: maggioranza degli italiani cambierebbe lo Statuto dei Lavoratori

Commissionato dal Tg3, l’Istituto Ipr marketing ha realizzato un sondaggio di opinione che ha coinvolto un campione di mille intervistati al quale sono state poste, in tempo reale, alcune domande sugli argomenti più scottanti in materia di riforma del lavoro, sulle intenzioni di voto ai partiti e sulla fiducia nei principali leader.

Partiamo proprio da questo punto. Iniziamo a vedere a quanto sia stimato il consenso del Governo, del Presidente del Consiglio dei Ministri e degli altri esponenti politici.

Pur rimanendo su valori abbastanza elevati, la fiducia in Matteo Renzi cala di due punti rispetto alla rilevazione precedente dell’8 settembre, da 50 a 48. In diminuzione anche quella nel Governo da lui guidato, che scende di tre punti, attestandosi sul 37, dai valori di 40 che aveva prima.

ipr 23 settembre fiducia renzi governo

Per quanto concerne i leader di partito, quella in Silvio Berlusconi resta stabile al 20, raggiunto nella stessa posizione da Alfano, che recupera il punto che aveva perso nello scorso sondaggio. Invariato il consenso per il Segretario della Lega Nord Matteo Salvini, a 17 punti. Beppe Grillo vede un lieve incremento di consensi, grazie al quale ha la stima del 16% degli italiani, ma l’aumento maggiore è per Vendola, che da 9 passa a 15 punti di fiducia. Continua ad arretrare, invece, Giorgia Meloni, il cui consenso è oggi stimato attorno ai 10 punti, in calo di due.

ipr 23 settembre fiducia leader politici

Abbiamo quindi le intenzioni di voto per partito. Utilizzando come confronto i risultati delle ultime elezioni europee, tutti i partiti sono in diminuzione tranne la Lega Nord, che riesce ad aumentare di quasi due punti, dal 6,2% all’8%.

Infatti, per le altre forze politiche si prospetta un risultato inferiore a quello ottenuto a maggio. Nel caso di Forza Italia, oggi stimata al 15%, il calo sarebbe dell’1,8, mentre quello di Fratelli D’Italia – dati al 2% – rappresenta un calo di pari entità (-1,7), solo che pesa maggiormente in un partito più piccolo. Il PD, situandosi al 39,5%, lascia 1,3 punti anche se si conferma come primo partito; il M5S otterrebbe il 20% spaccato dei voti validi, mentre quattro mesi fa ne aveva il 21,2%.

Un calo meno marcato va rilevato anche per NCD-UDC, che subiscono una emorragia di quattro decimali e si collocano sul 4% delle intenzioni di voto. SEL, presentatasi già nella coalizione della Lista Tsipras, da sola potrebbe vantare un consenso del 3% degli elettori italiani.

ipr 23 settembre intenzioni di voto

Crescono anche coloro che esprimerebbero il voto per un partito diverso da questi, che rappresentano ben l’8,5% delle preferenze. Risulta ancora indeciso il 27% degli italiani, mentre uno su quattro afferma di non essere intenzionato a recarsi alle urne.

Veniamo dunque ai quesiti politici.

Quasi uno su due (il 48%) afferma che l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – tornato centrale nell’agone politico – debba essere superato, il 34% invece lo considera un diritto acquisito da mantenere. Piuttosto alta la quota di chi non si è formato un’opinione sul tema, pari al 18% degli intervistati.

ipr 23 settembre articolo 18

Sempre il 48% accoglie con favore la proposta di contratti a tutela crescente, una tipologia che prevede facilità di licenziamento nel periodo successivo all’assunzione del dipendente, il quale aumentando di anzianità acquisirebbe maggiori garanzie sul  mantenimento del proprio posto di lavoro. Tuttavia un italiano su tre (il 33%) non è convinto della bontà dell’ipotesi e il 19% non si esprime.

ipr 23 settembre contratto tutela crescente

Invece un altro tema sembra riscuotere consensi più larghi. La maggioranza degli italiani cambierebbe lo Statuto dei Lavoratori, in quanto le le proposte di revisione sono caldeggiate dal 57% del campione. Contrari il 23% e senza opinione il restante 20%. Il problema sta però nella direzione che si intenderà imprimere alla revisione, che inevitabilmente porterebbe gli italiani a dividersi nuovamente.

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16 comments
Mauro Amelio
Mauro Amelio

questo dimosta che la maggioranza degli italiani non hanno mai letto lo statuto dei lavoratori, ma si basano sui giornali, quindi mi sembra utile mettere lo statuto dei lavoratori per far capire a chi non lo conosce di cosa stiamo parlando: http://www.altalex.com/index.php?idnot=39728

Sergio Burbi
Sergio Burbi

chiedetelo a chi il lavoro non ce l'ha, specialmente quelli dai 50 anni in sù, poi voglio vede se è vero che i Lavoratori vogliono cambiare il loro statuto, ricordiamo a chi vuole modificare questo statuto che i loro genitori nel 68 erano in piazza per ottenere quello che abbiamo ora... o forse sono tutti in pensione e se ne fregano.. ce lo chiede l'europa, e chi se ne frega, chi è che vuole l'europa, lo avete mai chiesto?...

Stefano Zanotti
Stefano Zanotti

Chissà perché le uniche persone che vedo stracciarsi le vesti per l'art. 18 sono minimo 50enni ...

Stefano Faccin
Stefano Faccin

La maggioranza degli itaGLiani non sa nemmeno cosa sia lo Statuto dei lavoratori; loro si limitano nel ripetere a pappagallo le boiate di Milton Friedman e le boiate dei mass-media.

Mauro Trevisiol
Mauro Trevisiol

...che bel Paese che è l'Italia ..dove il falso in bilancio è legale ..ed ora si vuole la libertà di licenziamento senza giusta causa ...

Stefano Faccin
Stefano Faccin

Con l'unica differenza che con questo si facilitano le cose.

Laura Palmieri
Laura Palmieri

I datori di lavoro se vogliono licenziare lo fanno, come hanno sempre fatto,,,,è una cazzata,, per fare parlare e non farci guardare dalla parte giusta,,,

Samanta Barnabà
Samanta Barnabà

40 anni di storia cestinati...lotte e conquiste dei lavoratori vanificate...così i disoccupati e i lavoratori in nero credono di smuovere il mercato del lavoro?! Ritorneremo alle servitù di questo passo...

Massimiliano Roberto Gandini
Massimiliano Roberto Gandini

Presi con le pinze, comunque non significa che sono d'accordo con l'abrogazione del reintegro per licenziamento discriminatorio. E poi non c'è un imprenditore che lo consideri un problema.

Diego Gavazzeni
Diego Gavazzeni

Scusate ma questa sera né Euromedia a Ballarò, né Ipsos a Dimartedì hanno dato il sondaggio sulle intenzioni di voto?!