pubblicato: lunedì, 24 Set, 2018

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Ultimi sondaggi politici elettorali: analisi dati e tendenze 17-23/9

Ultimi sondaggi politici elettorali: Lega-M5S, il riepilogo 22-28/10

Ultimi sondaggi politici elettorali: analisi dati e tendenze 17-23/9

Come ogni settimana, facciamo il punto della situazione sull’andamento dei sondaggi. Qui, ci occuperemo di tutti i sondaggi elettorali pubblicati tra il 17 e il 23 settembre, facendo una comparazione con le rilevazioni precedenti. Partiamo proprio da qui: nell’ultimo aggiornamento sull’andamento, si rilevò la fuga della Lega, sempre più primo partito, a scapito sia del M5S che, soprattutto, degli alleati di centrodestra (Forza Italia e Fratelli d’Italia).

Vediamo come si è evoluta la situazione in questa settimana, contraddistinta dall’incremento della pressione mediatica sulla prima manovra economica del governo gialloverde e sul “caso Casalino”.

Ultimi sondaggi politici elettorali: pubblicano quasi tutti gli istituti

Dopo la pausa estiva, è il momento di ritornare a regime. Ecco che quindi ci ritroviamo con il pieno di sondaggi. Tra il 17 e il 23 settembre sono stati pubblicati ben 8 sondaggi elettorali. Di questi, solo uno (GPF) vede il Movimento 5 Stelle davanti al partner di governo, la Lega di Salvini. Partiamo quindi, proprio da questa rilevazione.

GPF – pubblicato il 18 settembre – mostra il contro-sorpasso del M5S ai danni della Lega. Secondo le intenzioni rilevate, il M5S sarebbe avanti di quasi un punto (31,3 a 30,4). PD in caduta libera, con appena il 15,3% dei consensi. Non male Forza Italia, cannibalizzato – in ogni caso – dall’ormai referente del centrodestra. Berlusconi – in questa rilevazione – mantiene la doppia cifra e incamera il 10,5% dei consensi. Risultato relativamente positivo anche per Fratelli d’Italia, che naviga attorno al 4,2%.

Negli ultimi sondaggi di Winpoll e Ixè, la Lega domina

Tra i più recenti – pubblicati entrambi il 22 settembre – troviamo sia Winpoll che Ixè.

È proprio il primo istituto qui citato, Winpoll che segnala il distacco maggiore tra i due partiti di governo. La Lega ottiene il 34,7% dei consensi, a fronte del 26,9% del M5S. Un possibile outlier, che si discosta abbastanza dalle rilevazioni della maggior parte degli istituti e che, pertanto, potrebbe finire nella nostra rubrica del rapporto di minoranza. Seguendo con Winpoll, si segnala anche il risultato decisamente positivo per il PD, rispetto alla media: i “dem” sfiorano il 20 con un 19,8% di consenso. Forza Italia si ferma all’8% e Fratelli d’Italia supera la soglia disbarramento con un 3,8%.

Passando a Ixè, la differenza tra primo e secondo partito è meno evidente. La Lega incamera il 31,2% delle intenzioni di voto, mentre i pentastellati si allontanano perdendo terreno e passando dal 28,5% dell’ultima rilevazione, al 27,6%. Non se la passa meglio il PD, che perde 1,5 punti e si staglia al 18,2%. Forza Italia resiste come può e porta a casa un 9%. Male, malissimo, Fratelli d’Italia, che potrebbe non superare la soglia di sbarramento del 3% fermandosi, di fatto, al 2,4%.

Ultimi sondaggi elettorali: Lega primo partito per Index, SWG, Tecnè ed Euromedia

Dal meno al più recente, segnaliamo le rilevazioni di buon auspicio per la Lega, che vede confermato il trend positivo e il raggiungimento del gradino più alto del podio tra i partiti italiani. Partendo da SWG – pubblicato il 17 settembre in diretta su La7 -, la Lega è al 31,6%, con quasi 3 punti di vantaggio sul M5S (28,7%). Male il PD, che per un decimo non arriva al 17%. Risultato comunque inferiore al già pessimo esito del 4 marzo. Per SWG, Forza Italia perde ulteriormente colpi e ottiene appena il 7,0%. Fratelli d’Italia resiste al 4,3%.

Il giorno dopo, 18 settembre, è stato pubblicato anche l’ultimo sondaggio di Tecnè. Qui, la Lega viene riportata al 31,2% dei consensi, a poco più di 2 punti sul M5S, fermo al 29,1%. Il PD se la caverebbe con un 17,4% (in linea con gli altri istituti). Relativamente bene – rispetto alla media sondaggi – il partito di Silvio Berlusconi. Forza Italia otterrebbe il 10,8%. Anche Fratelli d’Italia regge e non scende eccessivamente, fermandosi al 3,4%.

Passando ai sondaggi elettorali della Ghisleri – ovvero, Euromedia Research, pubblicato il 19 settembre a Porta a Porta insieme a Piepoli -, si evidenzia il primato della Lega con il 32% dei consensi, contro il 28,3% del principale partner di Governo. Risultato identico a quello rilevato da SWG per il PD (16,9%). Meglio, almeno qui, Forza Italia, che ottiene il 10,7%. Resiste anche la Meloni, con il 4,35%.

Passando al più recente di questo trittico – Index Research del 20 settembre -, la differenza tra Lega (30,5%) e M5S (28,9%) è più labile – meno di due punti separano i gialli dai verdi – ma comunque significativa. Il Partito Democratico si fermerebbe al 18,7%, mentre Berlusconi non va oltre l’8,8%. Fratelli d’Italia supererebbe la soglia di sbarramento per il rotto della cuffia, con il 3,1%.

Ultimi sondaggi elettorali: per Piepoli c’è il pareggio tecnico

L’unico istituto che rileva un pareggio tecnico è Piepoli, pubblicato il 19 settembre a Porta a Porta insieme al sondaggio di Euromedia Research, trattato pocanzi. Per Piepoli, sia Lega che M5S ottengono il 30% dei consensi. Il Partito Democratico non andrebbe oltre il 17%. Forza Italia manterrebbe, per un pelo, la doppia cifra (10%) e Fratelli d’Italia, seppur con poco margine, riuscirebbe a superare la soglia del 3%, toccando il 3,5%.

Secondo tutti gli ultimi sondaggi elettorali, non c’è spazio per LeU

Se i risultati del 4 marzo sono stati considerati una vera e propria debacle per Liberi e Uguali, non arrivano di certo notizie migliori dal fronte demoscopico. Nessuno degli otto istituti citati, rileva un LeU al di sopra della soglia di sbarramento del 3%. Index ed Euromedia Research offrono LeU al 2,8%, ma è un risultato ancora insufficiente per poter tornare in Parlamento.

Questa caduta di LeU può essere dettata anche dai leggeri miglioramenti di Potere al Popolo, che in alcuni casi supera LeU. Per Ixè, il partito guidato da Viola Carofalo tocca, al giorno d’oggi, il 2,8%. Tuttavia, si rimarca che nessun partito di sinistra – al di fuori del PD, che può rientrare nell’area di centro – avrebbe il consenso sufficiente per entrare a Montecitorio o a Palazzo Madama.

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