La guerra santa Ortodossa da Costantinopoli a oggi

La guerra santa Ortodossa Il termine “Bizantino” si è imposto nel linguaggio comune come sinonimo di decadenza, una decadenza raffinata. Questa imposizione è dovuta alle vicende che portarono l’Impero di Costantinopoli alla sua caduta il 29 maggio 1453. L’Impero Romano d’Oriente sembra, e forse è, lontano dalla nostra epoca. Eppure la sua eredità è ancora presente, sopratutto nei Balcani. Oltre al cirillico, l’alfabeto creato dai santi Cirillo e Metodio per gli slavi, Bisanzio ha lasciato in eredità la propria religione: l’Ortodossia. La fede ortodossa fu il collante, insieme alla figura dell’Imperatore, della civiltà bizantina. Potere spirituale e potere temporale, a volte alleati, a volte nemici; proprio come accadde nell’Occidente cattolico. L’espansione dell’Ortodossia fu immensa. Essa trovò terreno fertile per la sua radicazione in Egitto (con gli ortodossi copti), in Etiopia, nella Penisola Balcanica e in Russia. L’espansione di una Chiesa, però, richiede anche la volontà di difenderla ad ogni costo affinché tutti possano beneficiare della carità di Dio. La militarizzazione della Chiesa Ortodossa Si è parlato in un precedente articolo della figura di Eraclio, l’Imperatore che sconfisse i Sassanidi nella guerra persiano-bizantina, lì si è discusso di come non solo l’Impero si fosse trovato a combattere per la sua esistenza... View Article